Eccomi di ritorno finalmente..
Per la verità la mia è stata un'assenza forzata e tutt'altro che digerita.
Nel frattempo però non ho di che lamentarmi: le giornate sono volate via in trepidante attesa di parlare con l'operatore di turno e cercare di capire che diavolo stesse succedendo alla connessione (e non solo). Mi era invece chiaro cosa stesse succedendo ai miei neuroni: l'unico ancora rimasto a farmi compagnia era intento a sbaraccare e pronto ad unirsi allo sciopero ad oltranza proclamato dai colleghi. Poi ci si è messo anche il fegato che, malsopportando la terribile canzonetta d'attesa (che per la verità durava quanto un'intero cd) ha cominciato a sputare bile e procurarmi così dei terribili e pungenti dolori.
Tornando al magico call center ho tratto le mie conclusioni.
1) i problemi che riguardavano il mio apparato e il tratto di linea a me assegnato risultavano compromessi da almeno 1000 problemucci diversi. Tiè che fortuna!
2) il tecnico contattato per la verifica in sede è stato attaccato da un virus non meglio identificato che lo ha costretto a letto per un paio di settimane
3) i fax e le raccomandate di reclamo da me regolarmente spedite hanno preferito farsi un bel viaggetto in quel dei Caraibi, approfittando del volo pagato
4) la lucidità degli operatori con i quali ho avuto modo di chiacchierare del più e del meno (vista l'assenza di informazioni in merito al mio "problemuccio") avevano la stessa lucidità di Britney Spears prima di un concerto.
Qui i casi sono due:
A) La mia linea telefonica è stata posta sotto sequestro per via di un'azione di spionaggio promossa dalla Banda Bassotti..bè si sa..Ubi Maior..
B) I gestori se ne strafregano degli utenti e non solo, convinti come sono che il piccione viaggiatore e i segnali di fumo sono strumenti di comunicazione tutt'altro che superati.
A tal proposito e propendendo per la tesi B ho appena assunto un piccione viaggiatore..non si può mai sapere..
E lo chiamano progresso.
venerdì 10 ottobre 2008
mercoledì 3 settembre 2008
amicizia
Avevo un amico tempo fa, un caro carissimo amico con cui condividevo sogni e paure, risate e lacrime. Faceva parte della mia vita esattamente come me, eravamo pronti a dividerci sonno e parole, tempo e spazio. Tutto era alchimicamente perfetto. Poi è bastato un nulla, un briciolo di follia per spezzare quel rapporto così bello e onesto, senza fraintendimenti, senza storture. Lo stesso nulla che ci ha tenuti lontani per anni. A farci compagnia ci restavano i nostri ricordi, una valanga immensa di immagini ed esperienze comuni che ogni tanto prepotentemente ritornavano e sempre lasciavano un terribile e insopportabile amaro in bocca. Minuti e minuti di domande mi assalivano. Com'era potuto succedere? Era bastato così poco per seppellire tutti quegli anni passati insieme? Questo credevo. All'inizio mi tormentavo, poi pian piano cominciavo a familiarizzare con quella strana situazione. Certo, l'amaro in bocca l'ho sempre sentito, ma mi stavo abituando..Sono passati esattamente cinque anni da quel nulla, ma è bastato un semplice ciao per accorciare all'improvviso le distanze. Il tempo passato si è volatilizzato e quell'armonia è sopravvissuta. Ci siamo parlati tanto a lungo come se non ci fossimo mai separati, con la stessa armonia, la stessa confidenza, la stessa lealtà. Quel rapporto, forse, aveva bisogno di uno stop, di una evoluzione. E ora ci ritroviamo, con più affetto di prima e qualche rughetta in più. Ricominciamo da dove abbiamo interrotto e tutto sarà meglio di prima. Grazie Vita per questo meraviglioso regalo. Sono queste le cose che contano, le cose che, nonostante tutto il male del pianeta terra, ci fanno ancora sperare e sorridere. Un tesoro che non può essere comprato da nessuno, l'amicizia.
venerdì 29 agosto 2008
solo se mi andrà
Un bruciore asfissiante mi trapassa i neuroni, lasciandoli agonizzanti tra le immagini e le parole vaganti che hanno ripreso a circolare.
L’immagine di un desiderio, il suono di una speranza si mescolano.
Non può essere così e non può esserlo per sempre. So bene che non tutto si può fare, so che alcune immagini, essenza di derivazione, sono da cancellare ma so anche che ora sono vitali più che mai.
Le chiazze sulla tela sono abbondanti ma non sufficienti, abbondanti ma non omogenee, abbondanti ma sole, mentre la strada si allunga e, assolata com’è, diventa sempre più difficile percorrerla. Si potrebbe cambiare meta, ed è quello che ho fatto, per scoprire però che in quest’ennesimo tentativo molto dipenderà esclusivamente da altro.
Aria? Fuoco? Acqua?
Un elemento che all’improvviso conoscerò nella sua interezza per scoprirne l’indispensabilità.
Me lo auguro, ora che è tutto scuro e faticoso, ora che la fotosintesi clorofilliana è in vacanza, chissà dove poi.
Panta rei, questo è vero, ma hanno dimenticato di dirci che è anche difficile lasciar scorrere tutto e sempre. Sono i sensi ad impedirlo, gli stessi che , per altri aspetti, ci conducono diritti all’esilio, lontani sempre più dal mondo della verità.
Si muore dentro ogni giorno, quando non si ha energia per sostenersi, quando si è costretti a sacrificare la propria aria per uno spazio che non appartiene più a nessuno ormai, se non nei ricordi e nel cuore. Tante, troppe le falle, tutti forse avremmo dovuto fare più attenzione, ma ormai, tra una salita e una discesa, tutto è troppo diverso e difficile. Nel percorso alle mie spalle sono ancora visibili i segnali delle mille barriere che ho incontrato. Certo, le ho relegate a comodini ornamentali, ma ne ricordo perfettamente le ferite vive che mi creavano. Ormai il tempo è passato e il pubblico mi perdonerà se stasera il palcoscenico sarà vuoto. Ma non posso più ormai. Non ce la faccio. Me ne resto in panchina a guardare un altro show, un’altra partita dove tutti sembrano divertirsi. Forse accennerò un sorriso, ma solo se mi andrà.
L’immagine di un desiderio, il suono di una speranza si mescolano.
Non può essere così e non può esserlo per sempre. So bene che non tutto si può fare, so che alcune immagini, essenza di derivazione, sono da cancellare ma so anche che ora sono vitali più che mai.
Le chiazze sulla tela sono abbondanti ma non sufficienti, abbondanti ma non omogenee, abbondanti ma sole, mentre la strada si allunga e, assolata com’è, diventa sempre più difficile percorrerla. Si potrebbe cambiare meta, ed è quello che ho fatto, per scoprire però che in quest’ennesimo tentativo molto dipenderà esclusivamente da altro.
Aria? Fuoco? Acqua?
Un elemento che all’improvviso conoscerò nella sua interezza per scoprirne l’indispensabilità.
Me lo auguro, ora che è tutto scuro e faticoso, ora che la fotosintesi clorofilliana è in vacanza, chissà dove poi.
Panta rei, questo è vero, ma hanno dimenticato di dirci che è anche difficile lasciar scorrere tutto e sempre. Sono i sensi ad impedirlo, gli stessi che , per altri aspetti, ci conducono diritti all’esilio, lontani sempre più dal mondo della verità.
Si muore dentro ogni giorno, quando non si ha energia per sostenersi, quando si è costretti a sacrificare la propria aria per uno spazio che non appartiene più a nessuno ormai, se non nei ricordi e nel cuore. Tante, troppe le falle, tutti forse avremmo dovuto fare più attenzione, ma ormai, tra una salita e una discesa, tutto è troppo diverso e difficile. Nel percorso alle mie spalle sono ancora visibili i segnali delle mille barriere che ho incontrato. Certo, le ho relegate a comodini ornamentali, ma ne ricordo perfettamente le ferite vive che mi creavano. Ormai il tempo è passato e il pubblico mi perdonerà se stasera il palcoscenico sarà vuoto. Ma non posso più ormai. Non ce la faccio. Me ne resto in panchina a guardare un altro show, un’altra partita dove tutti sembrano divertirsi. Forse accennerò un sorriso, ma solo se mi andrà.
eccomi finalmente
Era da tempo che pensavo di aprire un blog tutto mio, la mia isola esclusiva (l'unica che possa permettermi!), ma solo oggi ci sono riuscita e ne sono contenta.
C'era sempre qualcosa che mi frenava, e nel frattempo passavo il tempo sbirciando qua e là in questo mare infinito di pensieri e parole.
Stamattina ho risposto a questo mio desiderio.
Non so esattamente dove andrò e cosa riuscirò a combinare, ma sarò qui a scrivere di getto..
Faremo un viaggio insieme nella mia vita, a volte caotica, a volte tranquilla e metterò qui, nero su bianco tutte le impressioni, le sensazioni e le avventure che vivrò..
C'era sempre qualcosa che mi frenava, e nel frattempo passavo il tempo sbirciando qua e là in questo mare infinito di pensieri e parole.
Stamattina ho risposto a questo mio desiderio.
Non so esattamente dove andrò e cosa riuscirò a combinare, ma sarò qui a scrivere di getto..
Faremo un viaggio insieme nella mia vita, a volte caotica, a volte tranquilla e metterò qui, nero su bianco tutte le impressioni, le sensazioni e le avventure che vivrò..
Le parole mi terranno compagnia, mentre lentamente riprende la mia vita di sempre, che si è ormai lasciata alle spalle un'estate calda e divertente, con amici nuovi e altri ritrovati, con l'immancabile anguria e la crema protettiva (non tanto da evitare l'immancabile scottatura..puntuale come sempre!). Della salsedine sento ormai solo un odore riflesso, mentre sono di nuovo qui alla mia scrivania a chiedermi che ne sarà di me.
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